
Dalla parte dei figli
Nel discorso comune il disagio di un bambino o di un adolescente rischia spesso di essere ridotto a un’etichetta: crisi adolescenziale, chiusura, aggressività, pigrizia, difficoltà scolastica o fragilità emotiva.
Queste parole, da sole, non dicono nulla della singolarità di ogni figlio. Il lavoro clinico permette di fare spazio alla sua parola, al suo modo personale di abitare il cambiamento, le relazioni familiari, il corpo, la scuola e i nuovi legami.
Ansia, inibizione, dipendenze, aggressività, impulsività o difficoltà con il cibo possono indicare che qualcosa fa soffrire e chiede di essere ascoltato. Il percorso offre uno spazio riservato in cui il figlio possa essere riconosciuto, senza ridurre la sua esperienza a un comportamento da correggere.