Chi è l’adolescente?
Oggi si corre il rischio di etichettare un ragazzo o una ragazza tra gli 11 e i 18 anni con la frase: “è in piena crisi adolescenziale”. Nel discorso comune l’adolescente viene spesso descritto come viziato, maleducato, pigro, sempre col telefonino in mano, chiuso e a volte anche aggressivo.
Ma queste parole non dicono nulla della singolarità di ogni ragazzo o ragazza. L’essere adolescente si lega inevitabilmente al bambino che si è stati e alla famiglia che ci ha cresciuto.
La vera difficoltà per i giovani è trovare il proprio modo personale di abitare questo nuovo momento di vita, etichettato dalla società e da un sapere comune come adolescenza.
L’adolescenza è piena di cose nuove e di contraddizioni: si esce dall’infanzia, il corpo cambia, cambiano gli ideali infantili e bisogna trovarne di nuovi. Le relazioni cambiano e ci si avvicina sempre di più alla propria singolarità, allentando i legami familiari a favore di nuovi legami.
Con la psicoterapia si affronta ciò che si rompe o cambia: ciò che fa soffrire. L’ansia, l’inibizione, le dipendenze, l’aggressività, l’impulsività e i problemi col cibo indicano che c’è una difficoltà a fare i conti con il nuovo.
C’è bisogno di un Altro che lo riconosca, per fare spazio alla sua parola e mettere in gioco il proprio desiderio.